L’ EUROPA D’ ANTICO REGIME
L’
ANTICO REGIME
1.La
popolazione
La definizione
Con
il termine “Antico Regime” (Ancien Regime), utilizzato inizialmente dai
rivoluzionari francesi, si indica il sistema di governo che precedette la
Rivoluzione francese, cioè la monarchia assoluta.
Questo
termine venne poi diffuso ad altre monarchie europee che mostravano sistemi di
governo simili.
La stabilità demografica
Tra
il 1300 e il 1700 la popolazione europea aumentò solo del 30 %.
Questa
stabilità demografica era dovuta a:
- Alternarsi di fasi di crescita e di crisi demografiche (guerre, carestie ed epidemie…)
- Matrimoni tardivi (intorno ai 25/30 anni)
Una società giovane
La
società dell’ epoca, vista la breve durata della vita media (30/35 anni), era
estremamente giovane a causa di:
- Pessime condizioni igenico-sanitarie
- Fame
- Malattie
- Mortalità infantile
2.Una
società rurale
La centralità dell’ agricoltura
Durante
l’ antico regime l’ 85% della popolazione viveva in campagna e l’ agricoltura
occupava dal 65 al 90% della popolazione.
La
produzione del lavoro restò sempre molto bassa a causa del vincolo costituito
dalla disponibilità di terra.
La
scarsa produttività del lavoro fece sì che una limitatissima parte della
popolazione potesse vivere del lavoro altrui.
La marginalità degli altri settori
Il
peso marginale dell’ industria era
prevalentemente rappresentato da :
- Bottega artigiana
- Lavoro a domicilio
Le
grandi imprese ,poche, erano
controllate da:
- Stato
- Finanzieri
In
questo scarso settore però andava formandosi l’ economia moderna.
Villaggi e città
Nel
periodo dell’ antico regime si contrapposero:
- Immobilità dei villaggi rurali (isolati dalla lentezza dei trasporti che li rendevano estranei alle innovazioni economiche e sciali e li costrinsero all’ autoconsumo e al baratto.
- Vitalità delle città (percentuale minima della popolazione ma presenza di centri di controllo di tutte le funzioni che fecero maturare le innovazioni economiche e sociali)
3.Le
gerarchie sociali
Nell’
antico regime i diritti non erano concepiti
come propri di ogni persona ma come privilegi
di nascita.
La
società, dunque, non era divisa in classi
(individui con la medesima situazione economica) bensì in 3 ordini o ceti (individui che godono,
per nascita, degli stessi diritti) :
CLERO
: amministrava
il culto divino
NOBILTA’
: garantiva
la difesa e deteneva il primato sociale secondo il quale al nobile era vietato lavorare e
commerciare. Egli doveva vivere delle
rendite senza curarsi del denaro.
Ciò
fece si che anche quando un nobile andava in rovina non perdeva i propri
privilegi.
Il
nobile era l’ opposto del borghese
che doveva la sua fortuna agli affari e alle professioni liberali.
Gli
ideali del borghese erano legati allo spirito
di profitto.
TERZO
STATO :
lavorava per l’ intera comunità
4. Lo
Stato
Lo Stato assoluto
Nei
secoli XII e XV il potere del
sovrano non era illimitato. Il re poteva governare solo con il consenso del popolo
mentre dopo la Guerra dei Trent’ anni
(1618 – 1648) si affermò la monarchia
assoluta, tipica dell’ antico regime. I sudditi ,quindi, non aveva più
diritti ma solo doveri.
L’ assolutismo come progetto
Ai
tempi dell’ antico regime l’ assolutismo
(potere totale sulla società) non potè realizzarsi.
Mancando
le tecnologie che potessero garantire al sovrano il potere totale questo fu
solo un progetto teorico.
L’ alleanza tra trono e altare
Ai
tempi della riforma protestante la Chiesa, per tutelare la propria autorità, si
appoggiarono al potere temporale del re
che si presentava quindi come protettore
della vera fede.
La concezione dello Stato
Lo Stato era concepito come proprietà del sovrano, quindi:
- Il re poteva disporne come qualsiasi altro bene
- Alla morte del sovrano lo stato era trasmesso in eredità
DUE
EUROPE TRA SEICENTO E SETTECENTO
1.Le
Rivoluzioni inglesi
La resistenza all’ assolutismo
In
Inghilterra gli Stuart tra il 1603 e
il 1688 tentarono di imporre una monarchia
ma trovarono diverse opposizioni di
vario genere:
- Religioso (i sudditi si allontanavano dalla chiesa anglicana guidata dal re)
- Politico-giuridico (il Parlamento si oppose alle pretese assolutistiche di Carlo I)
- Economico (i ceti produttivi chiedevano che la Corona non si intromettesse più nella loro vita economica)
In
questo modo si creò un conflitto tra
nazione e sovrano.
La guerra civile e la repubblica
Il
rifiuto da parte di Carlo I di rinunciare al potere assoluto fece scoppiare una
guerra civile in Inghilterra che
durò dal 1642 fino al 1649 e fu vinta dal Parlamento
che condannò Carlo a morte e istituì la repubblica sotto la guida di Oliver Cromwell che assunse un potere dittoriale.
Il ritorno della monarchia
Dopo
la morte di Cromwell il Parlamento consentì il ritorno della monarchia (1660) è consegnò la corona protestante a Guglielmo d’ Orange visto che con
Giacomo II si profilò il rischio di una dinastia cattolica.
Con
Guglielmo gli orientamenti del Parlamento si raccolsero, per la prima volta, in
due partiti:
- Whigs (filoparlamentari)
- Tories (difensori delle prerogative regie)
La Gloriosa Rivoluzione
Il
colpo di Stato con cui, nel 1688, il
Parlamento cacciò Giacomo II viene chiamato “Gloriosa Rivoluzione”. A Guglielmo d’ Orange venne imposta la Dichiarazione dei diritti con la quale
la monarchia parlamentare prese il
posto dell’ assolutismo.
In
questo modo si affermò l’ idea del contrattualismo del filosofo John Locke secondo il quale la
legittimità del potere deriva da un accordo
tra Parlamento (sudditi) e Corona.
I tipi di monarchia
- Monarchia costituzionale (organo dello Stato in quanto i poteri del sovrano sono limitati)
- Monarchia parlamentare (evoluzione della monarchia costituzionale in quanto il Governo non è più responsabile del Sovrano, bensì del Parlamento)
- Monarchia assoluta (tutto il potere nelle mani del sovrano).
2.La
Francia del re Sole
| celebre ritratto del re Sole, opera di Hycanthe Rigaud (1701). Parigi, museo de Louvre |
Luigi XIV, il re Sole
Dopo
la morte, nel 1661, del cardinal Mazarino Luigi
XIV volle tenere il potere nelle proprie mani. Egli si scelse il simbolo del Sole che concentra la potenza e la centralità.
Egli
costruì uno stato assoluto al cui
centro si trovava lui che fu poi preso, in seguito, a modello dagli altri
sovrani europei.
La centralizzazione del potere
Per
assumere il controllo di tutta la monarchia, Luigi XIV, cercò di limitare i poteri di:
- Ciesa,
- Nobiiltà,
- Parlamento.
Per
fare ciò:
- formò una nuova classe dirigente a lui fedele scelta tra i borghesi più capaci (mise in posizione subordinata la grande nobiltà)
- creò una burocrazia direttamente dipendente dalla Corona utilizzando gli intendenti (funzionari che controllavano il funzionamento di tutta l’ amministrazione)
La politica
A
Jean-Beptiste Colbert furono affidati due tipi di politica:
- fiscale
- economica
Per
portare avanti questa politica:
- risanò il sistema fiscale e amministrativo (le entrate della Corona aumentarono notevolmente)
- applicò la politica mercantilista (intervento stabile a tutela della produzione interna)
Luigi
XIV puntava all’ egemonia in Europa
e per questo riformò l’ esercito ed eresse fortificazioni lungo le frontiere.
Inoltre, avendo concepito la religione come strumento di governo, cercò di
controllare il clero francese (gallicaneismo) scontrandosi con il papato.
Schema sul re Sole

APPROFONDIMENTO: LE REGGIA DI VERSAILLES
La Reggia di Versailles, lo Château de Versailles, è una delle opere architettoniche più affascinanti e maestose visitabili nei dintorni di Parigi. La reggia è situata a 20 Km dalla città di Parigi, nella città Versailles della regione dell'Île-de-France, città ubicata precisamente a 19 km a sud-ovest di Parigi, nel dipartimento francese degli Yvelines, di cui costituisce il capoluogo.
La
Reggia di Versailles è stata dichiarata, assieme al suo parco, patrimonio
dell'Umanità dall' Unesco nel 1979.
La reggia oggi
Oggi
la Reggia di Versailles è un palazzo nazionale che viene spesso utilizzato per
incontri del premier della Francia con i capi di stato di tutto il mondo e per
vertici internazionali, come il G7 del 1982. A Versailles, dopo la terza
repubblica, dopo il 1875, si riunisce il Parlamento francese, con una
disponibilità di circa 30 appartamenti nell'ala sud per le assemblee.
L'Assemblea Nazionale (Camera Bassa) ed il Senato (Camera Alta), che fanno
parte del Parlamento francese, si riuniscono a Versailles per le revisioni
della Costituzione.
La storia della reggia
La storia della Reggia di Versailles vede per
protagonista principale il sovrano francese Luigi XIV, il Re Sole, che si
interessò agli ingenti lavori di ampliamento ed ammodernamento che la
riguardarono durante il suo regno, a partire dal 1661, e dopo essere rimasto
molto colpito, all'età di 13 anni, dal castello presente a Versailles nel 1651,
edificato su commissione di suo padre Luigi XIII per dimorare durante le
occasioni di caccia fuori Parigi; la struttura moderna che Luigi XIV si trovò
davanti agli occhi da bambino, infatti, era ben diversa da quelle delle vecchie
residenze reali nelle quali il sovrano aveva dimorato.
La
Reggia di Versailles fu dimora dei sovrani francesi Luigi XIV, Luigi XV e Luigi
XVI, ma non solo: fu anche luogo di incontro per la firma di importanti
trattati quali quello che sancì l'indipendenza degli Stati Uniti nel 1783,
quello che sancì l'unificazione del Secondo Reich nel 1871, e quello che sancì
la fine della Prima Guerra Mondiale nel 1919, il noto Trattato di Versailles.
La reggia fu anche sede militare strategica dell'esercito prussiano nel 1870,
nel periodo della guerra franco-prussiana, e fu teatro di un attentato da parte
dei nazionalisti bretoni, nel 1978.
Tra
le più interessanti bellezze presenti all'interno della Reggia di Versailles vi
sono gli appartamenti reali ed il Salone degli specchi.
Le stanze reali
Le stanze reali hanno
un significato simbolico, rappresentando una analogia tra la rotazione dei
pianeti intorno al sole e la figura di Luigi XIV, il Re Sole; esse infatti sono
sette, hanno i nomi di pianeti, e si trovano tutte intorno alla camera del
trono del re, il Salone di Apollo, mentre il Re Sole si considerava il Celeste
Corpo Reale. Ciascuna stanza era di fatto un salone con caratteristiche
proprie.
Il salone degli specchi
Il salone degli specchi, o Galleria degli Specchi, la Galerie des Glaces in
Francese, è molto interessante sia per motivi storici, essendovi stato firmato,
tra l'altro, il trattato di Versailles grazie al quale si concluse la Prima
Guerra Mondiale, sia perché mostrava già all'epoca, senza dubbio, la
grandiosità e la ricchezza del palazzo e del suo sovrano anche con gli specchi,
essendo questi, in tempi remoti, molto rari e costosi; questo salone occupa
l'ala che dà sul giardino. Alzando lo sguardo verso il soffitto a cassettoni si
può ammirare l'arte votata alla commemorazione delle vittorie belliche della
Francia sulla Spagna e sull'Olanda. Gli oggetti esposti nella Galleria degli
Specchi sono di grande bellezza e valore, in stile Rococò, e l'effetto che questi
creavano assieme alla luce di tremila candele, presenti all'epoca, riflessa
dagli specchi per illuminare il salone, era mozzafiato, in grado di sbalordire
qualunque visitatore. Il Salone degli specchi occupa l'intera facciata ovest
del castello nuovo, per una lunghezza di 73 metri, e serviva da passaggio tra
gli appartamenti del re e gli appartamenti della regina.
I giardini di Versailles
I
giardini di Versailles furono ideati e realizzati da vari giardinieri e
architetti, tra i cui nomi spicca quello di André Le Nôtre, i quali riuscirono
a creare grazia e magnificenza a partire da un terreno paludoso e maleodorante;
qui si trovano svariate zone, statue e sculture di grande interesse, quali
quelle della fontana di Apollo, e si trova il Grand Canal (il più grande canale del parco della Reggia di
Versailles, lungo 1500 metri e largo 62 metri, al cui centro si forma la Croix,
un'apertura alare a forma di croce, canale dove confluivano scialuppe e
vascelli a partire dal 1669).
Le fontane sono presenti in abbondanza nei giardini
e la loro realizzazione impegnò molti artisti illustri non solo francesi, quali
il Bernini.